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NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO


Tutti parlano di "tessera del tifoso", la confusione è molta e in pochi sanno bene di cosa si tratti e il perché in tanti si oppongono alla sua nascita. Ultras, presidenti di squadre di calcio, allenatori, giornalisti, tutti contrari e contrapposti al Ministro Maroni che promette sarà realtà dal 2010. Il ministro non potendo imporla per legge ai tifosi, sta tentando di farlo imponendola alle società di calcio.

L’osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive cosi la presenta: La "tessera del tifoso" è uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio che prevede verifiche della Questura attraverso una procedura standard diramata a livello nazionale con apposita direttiva ministeriale. Il progetto lanciato dall'Osservatorio si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”. La tessera, rilasciata dalla società sportiva previo “nulla osta” della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni), fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa. 1. al possessore non si applicano le eventuali restrizioni alla vendita dei biglietti; 2. vengono snellite sia le procedure di acquisto dei biglietti che quelle di accesso allo stadio, attraverso la creazione di varchi dedicati; 3. è favorita la concessione di facilitazioni, privilegi e/o benefici da parte delle società (accumulo di punti, diritto di prelazione per l’acquisto di biglietti, convenzioni con altre società private come Ferrovie dello Stato, Autogrill, sponsor, ecc.). 4. permette di “costituire” la categoria degli spettatori “ufficiali”; 5. garantisce l’aumento degli standard di sicurezza del pubblico, perché esclude dagli impianti i soggetti sottoposti a Daspo o a condanne per reati da stadio; 6. consente alle società sportive di avviare rapporti “virtuosi” con le tifoserie ufficiali, soprattutto per le trasferte; 7. nel tempo determinerà la costituzione, nell’ambito delle Società Sportive, dei c.d. “dipartimenti dei tifosi” che in altri grandi club europei hanno trovato applicazione con apprezzabili risultati.

Partendo dal presupposto che ognuno è libero di accettare di venire “fidelizzato” (La fidelizzazione è l'insieme delle azioni di marketing volte al mantenimento della clientela già esistente), di usufruire di possibili agevolazioni e di partecipare a raccolte punti, vogliamo, in maniera chiara, spiegare perché ci opponiamo alla tessera del tifoso.
Innanzitutto ci opponiamo all’idea del tifoso inteso come semplice consumatore da fidelizzare ad un prodotto. Il calcio è passione e non un qualunque prodotto da vendere!
Siamo legati ad un’idea romantica di partecipazione, ad un amore per il cavalluccio trasmesso dai genitori, dai fratelli, dagli amici, ad un legame che va oltre le categorie e i risultati sportivi. Noi siamo tifosi del Cesena da sempre e per sempre e non c’è alcun bisogno di una tessera che lo certifichi per continuare ad esserlo! Oltre al ruolo di consumatore “fidelizzato”, che non ci piace, vorremmo fosse fatta chiarezza anche sull’aspetto legale della tessera. Come detto la tessera non può essere imposta per legge, non sarà obbligatorio possederla, rimarranno quindi tutte le limitazioni, biglietti nominali, trasferte vietate, obbligo di vendita ai soli residenti in provincia, che ricadranno sui “non-fidelizzati” e sui “cattivi”. Se per i primi è una limitazione alle proprie libertà, per i secondi é una violazione della costituzione italiana.
L'articolo 9 della Legge Amato se applicato vieterebbe in maniera permanente l’accesso a tutti quei soggetti che nel corso della vita hanno ricevuto un Daspo. Se da giovane rubi qualcosa in un supermercato e ti prendono, risarcito il danno o scontata la pena, puoi tornarci a far spesa, se da giovane hai preso un Daspo non puoi più andare allo stadio, la pena è per sempre. Ricordate che il Daspo non è una condanna (perché non è preceduto da alcun processo, né da alcun Giudizio) ma una misura preventiva, decisa arbitrariamente dal Questore. Alla diffida talvolta segue un processo, che in molti casi proscioglie tutti gli imputati, perché diffidati senza prove oggettive dalla Polizia. Ebbene, anche questi ultras dichiarati INNOCENTI dallo Stato e che hanno scontato INGIUSTAMENTE una diffida o una parte rilevante d'essa, non potrebbero avere accesso allo stadio, perché l'art. 9 della Legge Amato non fa differenze neppure tra innocenti e colpevoli (quelli che vengono giudicati tali), fondandosi sull'esser stati "destinatari" del Daspo. Una misura che, limitando la libertà personale senza bisogno di prove e processo, vìola, di per sé, i diritti civili della persona. In pratica trasformerebbe una misura preventiva (illegittima) in condanna definitiva a vita (il che è anche incostituzionale, contro la costituzione). Detto questo una domanda sorge spontanea, chi ci guadagna in tutto questo? La sicurezza tanto sbandierata no, I tifosi no. Vediamo vantaggi soltanto per i grandi club, gli stessi che si mostrano indifferenti perfino al divieto delle trasferte: più tifosi restano a casa e maggiori saranno gli abbonamenti alle pay-tv per seguire la propria squadra in trasferta, maggiori saranno i soldi che le pay tv verseranno ai grandi club. Dietro a questo tipo di ‘fidelizzazione’ si cela solo un interesse di puro business che porterà a campionati composti da primi attori e tante comparse. Ci aspettiamo ora che la nostra società si mobiliti per opporsi a queste ingiustizie e difendere i propri abbonati che crediamo non abbiano nessuna voglia di ulteriore burocrazie, divieti e tessere varie. Dopo i tornelli, i biglietti nominali e altre mille difficoltà per entrare in uno stadio ora pure questa tessera...una vera sciagura..

WSB 1981
www.ilcesena.net/wsb




 
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